FILM

Ulteriori cliché del cinema horror (Seconda parte)

Se i protagonisti sono dei teenager, la scuola, spesso nella figura del custode trova la soluzione, o informazioni per sconfiggere il maligno.

Ragazzini e anziani mettono spesso in pericolo sé stessi e il gruppo.

Gli anziani nascondono sempre qualche antico orrore ma, a volte sono la chiave per risolverlo. Ma comunque muoiono sempre. Come nella realtà.

Il ricco arrogante, o il belloccio figo di solito muoiono entro il primo tempo, o attraverso un prevedibile twist, diventano cattivi.

Il buon samaritano muore poco dopo i titoli di testa.

Impiegati di stazioni di servizio e/o supermarket sono quasi sempre distratti e muoiono a causa della loro distrazione.

In città raramente le case sono infestate, o sono state teatro di qualche orrore.

I film horror amano la periferia, la provincia e/o la campagna.

Se ti trasferisci in una casa infestata dai fantasmi, anche se lo sa tutto il vicinato, la città e lo Stato, nessuno ti dirà mai niente e tutti saranno stupiti se accade qualcosa. Tranne se non stai vedendo la nuova stagione di American Horror Story.

Nei film statunitensi se la casa è stata edificata prima della seconda guerra mondiale, è sicuramente in qualche modo infestata dal maligno, o nasconde un terribile segreto. In Europa la gente a volte abita case che hanno oltre cinquecento, o mille anni d’età, quindi secondo la logica horror americana queste dimore hanno una presenza del male oltre ogni logica. […]

Se i protagonisti trovano un libro di magia, o uno scritto arcaico e magico, senza alcuno scrupolo lo leggono ad alta voce, più volte, magari canzonandolo.

Ogni seduta spiritica che porta gravi conseguenze inizia per gioco o sfida tra ragazzi un po’ spacconi.

Luoghi sacri e tombe sono profanati a caso e per divertimento dai protagonisti, senza badare alle conseguenze.
Chi prende in giro i protagonisti per la loro paura muore presto e male.

Lo psichiatra è spesso il cattivo e muore a metà pellicola. Il dottore di campagna di solito trionfa sul male.

Il medium, o l’esperto in sovrannaturale è spesso un nativo americano, oppure proveniente dalla Mitteleuropa e/o dall’Europa dell’Est.

La madre/il padre single ha figli problematici con visioni e interazioni sovrannaturali, tuttavia non chiede mai alla prole direttamente cosa sta accadendo dandogli credito.

Lo scienziato quando approccia con il mostro, col sovrannaturale, o la creatura di turno la sottovaluta sempre.

Spesso ne rimane affascinato e cerca di tutelarla a discapito dei protagonisti.

Le suore sono sempre cattive.

L’ospedale non è sicuro. Mai.

La centrale di polizia è sempre insicura.

La cantina e la soffitta sono sempre insicure, e/o fonte di problemi.

In campagna va via la luce. Sempre.

Il telefono si rompe e non prende linea nemmeno se è satellitare.

I dispositivi elettronici sono sempre guasti , o non danno aiuto alle vittime.

In città i vicini non sentono mai nessun rumore e non danno mai aiuto.

Gli oggetti antichi o d’epoca portano solo guai.

Se il film è girato negli anni ottanta la TV veicola il sovrannaturale e il male, dagli anni 2000 il compito spetta invece a computer e smartphone.
Grotte, cantine, miniere, catacombe, metropolitane, parcheggi interrati, fogne,  locali manutenzione e caldaie sono il preludio all’orrore e alla tensione, dove i protagonisti si avventurano spesso con nonchalance.

Le crociere, giri in barca e nuotate vanno sempre a finire male.

La babysitter muore presto, è cattiva o viene posseduta. Spesso è sexy, a volte no.

Se un protagonista racconta aneddoti della sua vita privata, muore.

Gli isolani nascondono segreti inconfessati.

Il circo e il lunapark sono sempre un luogo di psicopatici e d’inseguimento.

 

Infine:
Mai andare nello chalet di montagna.
Mai andare al campeggio e simili.
Mai prendere strade secondarie, o scorciatoie.

Mai fidarsi di chi afferma: – Seguitemi, conosco la strada!

 

A cura di Alessandro Aloe

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