Strappare lungo i bordi, Squid Game e Joker: Netflix batte tre colpi!

Mentre ci avviciniamo alla fine di questo 2021, la battaglia tra le piattaforme di streaming video infuria, oggi più che mai. Come si era intuito già da qualche tempo la sfida vede tre principali protagonisti: Netflix, Prime Video e Disney Plus. È vero ci sarebbero anche Tim Vision e Infinity, ma limitiamoci ad analizzare i tre principali competitor, per una questione di semplificazione e di brevità. Il ruolo di piattaforma anziana spetta quindi alla società creata da Ted Sarandos, che può contare su una longevità ormai decennale e su prodotti originali esclusivi di indiscutibile successo e presa mediatica a livello generazionale. Facciamo un esempio: nel 2020 sono state lanciati format come Tiger King, La regina degli scacchi, La casa di carta 3, The Umbrella Academy, Lucifer e il documentario sportivo The Last Dance, incentrato sulla carriera del mito del basket, Michael Jordan.

Da questa lista abbiamo escluso per questioni di spazio un numero importante di titoli, equamente diviso tra film, serie tv, prodotti di animazione e altro ancora.

E venne Disney Plus (con tutto ciò che ne consegue)

Il 2020 è stato l’anno del lancio di Disney Plus per il mercato europeo e per quello italiano, dato che è da più di un anno che questo servizio è stato rilasciato come piattaforma di streaming. L’avvio è stato un po’ incerto forse, ma rapidamente Disney ha preso in mano le redini del discorso, potendosi avvalere di successi da blockbuster come la saga Star Wars, spin-off inclusi, l’Universo espanso Marvel, il National Geographic, mentre a partire dal 2021 sono stati pensati format più propriamente rivolti a un pubblico adulto, come American Horror Story. Uno dei prodotti più seguiti e apprezzati è stato però The Mandalorian, arrivato ormai alla terza stagione e pensato proprio per il pubblico della piattaforma di streaming interna. L’episodio pilota è stato rilasciato il 12 novembre 2019 negli Stati Uniti e in seguito a questo successo la serie è andata avanti, fornendo le basi per ulteriori spin-off della saga creata da George Lucas.

Oggi Disney Plus con un buon numero di serie tv, film e un ricco catalogo di film e prodotti di animazione, si è consolidata come piattaforma di streaming di successo, al pari di Netflix (che però è nata prima) e del poliedrico Prime Video. Dietro Prime Video, manco a dirlo c’è Amazon e quindi Jeff Bezos.

Prime Video: un’offerta sempre più ricca e competitiva

La piattaforma propone una ricca scelta tra film, serie tv e format di ogni genere, orientata verso un pubblico vario ma tendenzialmente più adulto e di alto profilo. Non è un caso se questo abbonamento viene gestito dallo stesso account delle spedizioni Amazon Prime. Nel tempo però sono state create serie tv apposite, film e contenuti in esclusiva e il successo è arrivato anche grazie a un’offerta eterogenea capace di accontentare pubblici diversi e meno profilati, rispetto ad esempio a Netflix e a Disney Plus. Nel 2021 sono stati aggiunti eventi dal vivo a carattere sportivo (incontri di calcio di Champions League) ma anche format televisivi di vario genere, pensati per il pubblico italiano, con protagonisti come Fedez, Carlo Verdone e Frank Matano. L’esperimento riuscito del game show LOL – Chi ride è fuori, ha fatto molto discutere, ma ha dimostrato come Prime Video sia capace di lavorare su più piani, gestendo al meglio le risorse interne e un pacchetto clienti sempre più vario e importante.

In questa battaglia dello streaming video, Netflix per una questione di grandi numeri, longevità e catalogo, gioca la parte del leone, così anche in un anno che era stato considerato dai più come un momento di transizione, che non aveva portato a grandi titoli, anche per questioni legate alla pandemia (vedi il ritardo della quarta stagione di Stranger Things) si è ripresa proprio nel corso di quest’autunno.

Squid Game e Strappare lungo i bordi: Netflix batte un colpo, anzi due!

Sono arrivati un po’ a sorpresa due successi clamorosi quanto inaspettati. Il primo è Squid Game, questa serie tv coreana che definire di culto sarebbe riduttivo, mentre la seconda è la serie d’animazione italiana Strappare lungo i bordi, ambientata nell’universo del fumettista Zerocalcare. Ora, se andiamo ad analizzare questi due prodotti, possiamo vedere come il successo sia arrivato un po’ a sorpresa, tanto che in un primo momento Squid Game è stata lanciato in una versione non doppiata, ma semplicemente sottotitolata. Nonostante questo importante gap la serie ha spopolato, sia in Italia che nel resto d’Europa e nel mondo, per via dell’impianto drammaturgico, dell’idea geniale quanto derivata da altre opere, perché è stata un’operazione intelligente e ben confezionata. Stesso modus operandi che ha consegnato un altro importante trionfo per Zerocalcare, fumettista romano di Rebibbia, il cui vero nome è Michele Rech.

Bisogna dire che la prima operazione di riduzione filmica del fumetto, La profezia dell’Armadillo non aveva avuto molto successo. In quel caso però si era trattato di un film con attori in carne e ossa, che probabilmente non restituivano le giuste atmosfere dei libri a fumetti di Zerocalcare. I sei episodi da venti minuti di Strappare lungo i bordi, sono stati salutati invece dal pubblico e dalla critica come un successo clamoroso, nell’Italia che sta tentando di ripartire dalle canzoni dei Maneskin. Con le dovute differenze del caso: Zerocalcare è un prodotto che risponde a una certa categoria di persone, di ambienti, forse troppo imperniata in una certa romanità che per citare lo stesso Carlo Verdone, ci ha anche rotto le palle! Ironia a parte, non è un caso se format come Propaganda Live abbiano accolto i tanti orfani delle trasmissioni cult dei fratelli Guzzanti, in stile rete tre per dirla alla Guccini.

Considerazioni finali

In un Paese diviso, ritrovare dei fili conduttori, qualche coordinata potrebbe essere necessario, aspettando di vedere al cinema e in tv il nuovo film del premio Oscar, Paolo Sorrentino. Un altro napoletano di successo, capace di mostrare un immaginario meno squallido e stereotipato rispetto a quello pensato da Roberto Saviano per il suo Gomorra. È stata la mano di Dio esce esattamente un anno dopo la morte del D10S Diego Armando Maradona e sarà il film che concorrerà all’Oscar internazionale, per l’Italia. Il cinema e gli audiovisivi devono oggi ripartire dai successi di film come Joker di Todd Phillips, guardando avanti e oltre rispetto ai cinecomics di successo come Avengers o Batman.

Del resto un film come Dune di Villeneuve ci indica la strada già percorsa da Christopher Nolan in molte sue opere. Spetta ora ai produttori avere il coraggio di puntare su qualcosa di completamente diverso, tanto per omaggiare il talentuoso Terry Gilliam, che ha appena compiuto 80 anni. Il mondo degli audiovisivi deve trovare idee, coraggio e voglia per competere con un nuovo linguaggio e un immaginario filmico contaminato da svariati elementi come i social network, la videoludica e una visione ludica e più cinica del futuro che ci attende, fuori dalle nostre case, Covid-19 permettendo.

 

netflixmagazine.com

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