FILM

The Irishman recensione Netflix

The Irishman è un film del 2019, realizzato per la piattaforma Netflix da uno dei mostri sacri della regia hollywoodiana qual’è Martin Scorsese.

Il cast del film è stellare, infatti i protagonisti principali sono alcuni fra gli attori che hanno fatto la storia del cinema degli ultimi 50 anni (Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci, che, per la prima volta, recitano tutti e tre insieme).

Il personaggio interpretato da De Niro è Frank “The Irishman” Sheeran, uomo mite e taciturno, nonché reduce di lungo corsodella Seconda Guerra Mondiale.

Finita la guerra, Sheeran trova lavoro come autista di camion.

La vita di Sheeran subisce un radicale cambiamento durante gli anni 50 quando, durante uno dei suoi viaggi di lavoro, incontra casualmente Russel Bufalino (interpretato magistralmente dal bravissimo Joe Pesci), elegante e potente capo della famiglia mafiosa dei Bufalino in Pennsylvania.

Bufalino, intravede, da subito, in quell’uomo una fra le qualità che più piacciono alla mafia: l’affidabilità e rimane colpito dall’efficienza e dalla capacità di Sheeran di eseguire gli ordini.

Durante la guerra, infatti, Sheeranha giustiziato diversi prigionieri a sangue freddo ed è quindi addestrato a compiere omicidi.

Per questo motivo, Bufalino propone a Sheeran di lavorare per lui, sotto la sua ala protettrice.

Ben presto, Sheeran diventa uno che “dipinge le case” (ossia, nella terminologia mafiosa, uno che imbratta col sangue le pareti dove uccide le sue vittime), in altre parole: un sicario della mafia.

Sheeran, grazie alla sua abilità nel portare a termine i compiti che gli vengono assegnati, ottiene numerosi incarichi, fra cui, il più importante, quello di andare a lavorare a fianco del carismatico Jimmy Hoffa, capo del sindacato degliautotrasportatori (interpretato da uno strepitoso Al Pacino).

Hoffa infatti è in stretti rapporti con la mafia italo-americana poiché finanziava gli investimenti di questa prestando soldi, in cambio di profumati interessi, e attingendo risorsedalfondo pensione sindacale dei lavoratori iscritti al suo sindacato.

Sheeran non è insensibile al carisma ed alla leadership di Hoffa e fra loro nasce una grande amicizia, infatti Sheeran diventa braccio destro, guardia del corpo e factotum di Hoffa.

Spesso condividono la stessa camera d’albergo e Hoffa ammira particolarmente Sheeran per le sue origini irlandesi e per la sua lealtà.

Gli equilibri che tengono uniti Hoffa e la mafia si rompono quando il Presidente degli Stati Uniti J.F. Kennedy (la cui candidatura alla presidenza viene appoggiata dalla mafia, soprattutto a Chicago) non riesce a “sfrattare” Castro ed i suoi seguaci da Cuba e quindi la mafia non riesce a riappropriarsi dei suoi investimenti (principalmente hotel e case da gioco, costruiti anni prima sull’isola).

Inoltre, il Presidente nomina il fratello, Bob Kennedy, come Ministro della Giustizia e questi inizia a perseguitare, grazie all’attività investigativa dell’FBI, i mafiosi ed il corrotto Hoffa e le indagini svolte portano all’arresto di varie persone e dello stesso Hoffa per frode fiscale.

I mafiosi, perciò, si sentono traditi dai Kennedy.

Una volta uscito di galera, Hoffa è furioso con i mafiosi e non garantisce più alle famiglie i prestiti del fondo sindacale dei lavoratori.

Questo, ovviamente, determina contrasti sempre più forti fra Hoffa e le famiglie mafiose, al punto che, in una celebre scena del film, Bufalino, in qualità di “portavoce” delle famiglie, fa chiaramente capire a Sheeran che o Hoffa accetta, senza discutere, le condizioni imposte dai mafiosi o…”That’s it” (è quello che è).

Sheeran, in virtù del forte legame di amicizia che ha con il potente sindacalista, cerca di convincere Hoffa a cambiare atteggiamento, facendogli capire che, in caso contrario, il suo destino è segnato, ma Hoffa, si infuria ancor di più e non accetta alcuna condizione.

La mafia, dunque, chiede a Sheeran di dimostrare, ancora una volta, la sua lealtà e gli da ordine di uccidere Hoffa, ordine che Sheeran esegue regolarmente con la sua solita freddezza.

The irishman, a differenza dell’altro capolavoro di Scorsese “Quei bravi ragazzi” (1990), presenta la vita della mafia come un’esperienza silenziosa ed anaffettiva in cui “c’è sempre da pagare un conto” ed anche le scene di violenza che si vedono nel film sono asettiche e non particolarmente spettacolari.

Il film esamina in profondità il cuore oscuro del potere, caratterizzato da un mix di malaffare, malavita, corruzione e ricatti.

Infine (e non è un aspetto di secondaria importanza) viene messo in risalto il ruolo della figlia di Sheeran, Peggy–interpretato prima da Lucy Gallina(adolescente) e poi da Anna Paquin (adulta) che spesso fissa il padre senza dire una parola ed il suo silenzio curioso ci rivela che lei sa cosa sta facendo il padre.

Nonostante Sheeran cerchi di recuperare il rapporto con lei, la perde come figlia, ma in realtà non l’ha mai avuta del tutto.

di Carlo Camoli

 

 

 

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