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Francis Coppola vs Marvel: meglio Apocalypse Now o i film di supereroi?

Prima c’erano i film degli Studios. Adesso ci sono i film Marvel. E cos’è un film Marvel? Un film Marvel è un prototipo di film che viene rifatto di continuo per sembrare differente. Francis Ford Coppola si allinea con quanto aveva detto tempo fa il suo amico e collega Martin Scorsese. Circa due anni fa il regista italoamericano premio Oscar per The Departed aveva criticato i film Marvel a suo modo di vedere un semplice parco giochi per famiglia, più che un’idea vera di estetica e di arte cinematografica. Erano arrivate parole di approvazione, ma nella maggior parte dei casi critiche e prese per i fondelli, quasi a dire che il cineasta cresciuto nel quartiere del Queens avesse perso un po’ di brillantezza. Durante la sua carriera Scorsese ha alternato il lavoro di regista con quello di produttore, sceneggiatore e attore. Importante anche il suo lavoro di restauratore di vecchie pellicole, un trend che successivamente è stato seguito da altri colleghi, creando attenzione sul cinema del passato e sullo stato di salute della conservazione delle vecchie opere.

Adesso però con le affermazioni di Coppola riparte la guerra tra i grandi maestri del cinema e un certo modo di intendere i film tratti da fumetti e da graphic novel.

Continua la guerra dei grandi maestri del cinema ai film tratti dai fumetti e ai vari blockbuster. Questa volta è Francis Ford Coppola a farsi sentire, e il suo giudizio pur non essendo tenero, è ben bilanciato e serve per creare hype e dibattito su quello che è diventato il cinema durante gli ultimi 15-20 anni. Spesso qualcosa di irrilevante, tanto che registi, produttori, sceneggiatori e attori si sono dedicati e concentrati su altre attività limitrofe, prima tra tutte quella delle serie tv. Ma chi sono questi autori che hanno avuto il coraggio e l’ardire di liquidare i cinecomic come film di scarsa qualità che impoveriscono la settima arte?

Innanzitutto un po’ di chiarezza su chi è davvero Francis Ford Coppola.

Il regista di Detroit, oltre che dirigere e scrivere molti dei suoi lavori, è stato importante anche nella doppia veste di autore e produttore cinematografico. Non tutti forse lo sanno, ma si deve a lui l’esordio di un cineasta come George Lucas. Fu proprio Coppola il produttore esecutivo, il quale attraverso la sua American Zoetrope sostenne il progetto di L’uomo che fuggì dal futuro (THX 1138), opera prima del regista californiano.

A differenza di Scorsese, Coppola è andato oltre fino a criticare opere di altro tipo come i recenti Dune e No Time to Die. Ha infatti affermato che “se prendete Dune, che è stato fatto da Denis Villeneuve, un artista talentuoso ed estremamente dotato, o prendete No Time to Die, diretto da Cary Fukunaga, un altro artista estremamente dotato, talentuoso, meraviglioso…insomma potete prendere questi due film ed estrapolare la stessa sequenza da ognuno e poi mettere le scene insieme, e parlo di scene piene di scontri fra automobili. Ogni film ne contiene, e dev’essere così, se si vuole giustificare il budget. E badate che sto parlando di buoni film e di registi di talento. Se nella mia carriera avessi realizzato 15 film sulla mafia, sarei molto ricco, ma saprei molte meno cose di quante non ne sappia adesso. Adesso sono ancora ricco, ma ho imparato di più.”

Ora la questione è molto spinosa, è senza dubbio vero che oggi i cine comic (e i film horror) trascinano l’industria. Non vedere il manierismo di cui però sono pieni vuol dire fare gli struzzi con la testa sotto la sabbia. Escludendo una manciata di titoli, il resto sono stati realizzati in modo seriale, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione dello script, fatta con lo stampino e piena di stereotipi e luoghi comuni. Opere senz’altro importanti come impatto e ricaduta economica, ma per chi, se non per auto alimentare un sistema che giustifica budget spropositati e che allo stesso tempo fagocita un’idea di cinema più autoriale e indipendente, imponendo standard bassi in termini contenutistici.

La sensazione è che la decade 2010/2020 sia povera di capolavori a confronto con le precedenti proprio a causa di ciò che dicono Coppola e Scorsese e il fatto che un prodotto vende non vuole per forza dire che valga la pena che sia commercializzato, non sto nemmeno qui a fare esempi. Perché questi film questo sono prodotti, non opere d’arte. E sono talmente senz’anima che sono costretti a un continuo fan service per convincere di avere a cuore la fonte originale mentre la mungono senza ritegno ad libitum.

Raramente si è vista una povertà di idee come in questi ultimi 10-15 anni. Chi critica il punto di vista di autori come Scorsese e Coppola, entrambi anche produttori, credo sia molto di parte nel discorso. Il cinema è anche teoria, non solo un’arte visiva. Oggi mi sembra che questo tipo di logica sia una diretta conseguenza dell’industria videoludica. Si produce con una sola logica: fare soldi. Prima le cose erano un po’ diverse. C’erano anche film realizzati per dare lustro al cinema e Coppola, assieme a Martin Scorsese fa parte di questo tipo di logica lavorativa e produttiva. Bisogna ricordare come durante la sua attività di produttore, Coppola abbia lavorato a progetti importanti, collaborando con altri cineasti come Wim Wenders, Akira Kurosawa, Paul Schrader, Kenneth Branagh, Tim Burton, Robert De Niro e la figlia Sofia Coppola. Forse questi autori, ormai anziani e vicini alla pensione, possiedono le credenziali per esprimere il loro punto di vista sull’industria cinematografica attuale. Un punto di vista legittimo e disincantato, a parte le singole carriere da cineasti, che per la mole di opere e di importanza storica, critica e culturale, si commentano da sole.

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