Velluto blu del 1986 è il film che consacra David
Lynch, un film che è un punto di riferimento per tutti i cineasti a venire, la
pellicola per la sua importanza fa entrare Lynch nell'Olimpo mondiale del cinema
d'autore, l'iconografia del film aggiunge l'aggettivo lynciano nel
vocabolario della critica cinematografica.
Dietro la facciata di apparente perbenismo della provincia americana, i
bambini passeggiano, le persone si salutano amorevolmente e bellissimi fiori fanno
da contorno ai giardini delle abitazioni, ma sotto terra si trova qualcosa di
sgradevole, una moltitudine di insetti disgustosi e scarafaggi che infestano il
sottosuolo.
Il protagonista spia voyeuristicamente da dietro le ante dell'armadio.
Ma la vera forza della sceneggiatura sta nel memorabile personaggio di Frank Booth
(Dennis Hopper il più grande istrione di Hollywood in stato di grazia), uno dei
cattivi più malsani, pazzi e crudeli che il Cinema ricordi. Un film straordinario in
ogni aspetto, un incubo lynchiano potente e indimenticabile. Opera perfetta
perché film sicuramente completo e meraviglioso, stratificato e profondo. Isabella
Rossellini in una inconsueta pennellata addosso versione sadomaso.

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