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Richard Branson – Imprenditore innovativo sulla scia di Howard Hughes

Richard Branson è senza dubbio una figura di rilievo nel campo dell’imprenditoria. Branson è senza dubbio una figura atipica e anticonvenzionale come vuole lo standard anglosassone e statunitense di tycoon moderno e futuribile. Un personaggio a tratti romantico e dannunziano, come ce ne sono davvero pochi. Per certi versi questo imprenditore pare vivere quasi sulla scia del grande Howard Hughes, il protagonista immortalato al cinema da Martin Scorsese nel film The Aviator, interpretato da Leonardo Di Caprio.

Hughes è stato un imprenditore controverso, ma per molti versi ha dettato la linea per quanto riguarda avere una condotta anticonformista, in termini di affari. Il suo nome è legato a doppio filo al mondo del cinema, specialmente per via di pellicole realizzate a cavallo tra gli anni trenta e quaranta: Gli angeli dell’inferno, di cui curò anche la regia, Scarface – Lo sfregiato (1932) diretto da Howard Hawks e Il mio corpo di scalderà, western scandaloso interpretato da una giovanissima Jane Russell. Durante la sua vita gli furono attribuite relazioni con diverse attrici, fra cui Katharine Hepburn, Bette Davis, Jean Harlow, Ginger Rogers, Lana Turner, FaithDomergue e Ava Gardner. Fu poi sposato dal 1957 al 1971 con l’attrice Jean Peters.Howard Hughes ebbe una personalità complessa, contraddittoria, ma estremamente geniale e dotata di grande iniziativa. Per certi versi il paragone con il fondatore di Virgin Group appare evidente: specialmente da quando, nel 2011 Richard Branson ha inaugurato lo “Spaceport America”, il primo aeroporto spaziale della storia, firmato dall’architetto britannico Norman Foster.

Attualmente Branson è uno degli uomini più ricchi del Regno Unito, con patrimonio stimato di 4,4 miliardi di dollari. Conosciuto da molti come il capitalista hippie, snobba ricevimenti del jet set, adora gli sport estremi, detesta giacca e cravatta.

Richard Branson, fondatore e numero uno di Virgin (palestre, radio, compagnie aeree, etichette discografiche e non solo, F1) ha stupito tutti abolendo l’orario di lavoro. “Qui non conta le ore che trascorrete in ufficio, ma quello che fate, i risultati che riuscite a portare.”

Questa metodologia di lavoro, applicata anche da Larry Page di Google, sta prendendo sempre più piede negli Stati Uniti e nel Regno Unito. E’ una pratica che gli anglosassoni predicano da un po’ di tempo a questa parte: sfruttare al meglio le proprie potenzialità, che non rientrano in turni di lavoro e timbro di cartellino. Da un po’ di tempo è stato scoperto che chi si presenta in anticipo sul posto di lavoro è meno produttivo rispetto a chi arriva in ritardo. Si parla di un fattore dovuto all’essere ansiosi nel primo caso, rilassati nel secondo. Distesi e motivati, l’importante secondo Mr Branson è che alla fine dei progetti affidati a ciascuno vengano portati a termine con successo. “Incoraggerò anche le aziende controllate a fermare il conteggio dei giorni di vacanza”, ha poi affermato il numero uno di Virgin.

Richard Branson è noto per le sue iniziative imprenditoriali innovative e ai limiti della stravaganza, come ad esempio proporre ai suoi clienti attraverso Virgin Galactic, la vendita di viaggi nello spazio.

Nel suo blog personale ha spiegato la sua filosofia di vita e di come va organizzato e ottimizzato il lavoro.  Pare che a ispirare l’imprenditore britannico sia stato un articolo mostrato da sua figlia, dove veniva riportato come la Netflix, piattaforma per il video streaming, non tenga conto dei giorni di vacanza presi dai dipendenti. Anche un amico personale di Mr Branson pare abbia applicato con successo tale principio, verificando che per l’azienda c’erano stati significativi miglioramenti, di umore e di produttività. Più tempo da dedicare alla propria famiglia e ai personali interessi, rende l’impiegato più concentrato e produttivo. Una persona felice lavora meglio, ha poi commentato Richard Branson.

Anche il sindaco di Goteborg ha adottato in parte questo principio, riducendo l’orario lavorativo da otto ore a sei. Il risultato sperimentale dovrebbe portare a ridurre le giornate di assenza per malattia. Ci auguriamo funzioni. Certo se questi principi vengono avallati da personalità quali Mr Larry Page, Branson e in parte da molti imprenditori californiani c’è sicuramente da pensare che siano principi validi e applicabili un po’ dappertutto. Chi lavora già per il web sa quanto è importante e vitale tutto ciò. La chiave per lavorare bene è essere concentrati e dedicare il proprio tempo con passione e concentrazione. Il resto sono solo orpelli e costrizioni che andrebbero cancellati e messi da parte per avere buoni risultati e per fare uno step in avanti sulla scala evolutiva del lavoro.

 

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