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Gordon Gekko, icona culturale del ventunesimo secolo

Gordon Gekko è senza dubbio uno dei personaggi immaginari più celebri e popolari per quanto riguarda il mondo dell’alta finanza e del mercato di borsa. Lo incarna alla perfezione uno strepitoso Michael Douglas, figlio del noto Kirk, attore simbolo degli anni ottanta e forse in una delle sue interpretazioni più riuscite. Il film Wall Street, diretto nel 1987 dal talentuoso e coraggioso Oliver Stone, dopo il successo di Platoon, pellicola sul conflitto del Vietnam, è una calata vertiginosa nei meandri più sfavillanti e al contempo più intricati di Wall Street, della borsa valori e di tutto quello che concerne con la finanza.

Ambientato non a caso in un momento in cui il yuppismo e l’immoralità stavano diventando le parole d’ordine e il codice dei samurai del mondo della finanza, il personaggio rappresentato con maestria da Michael Douglas è l’archetipo del rampante anni ottanta, che ha fatto del libero mercato la sua ideologia sfruttando fino alla fine il sistema a proprio vantaggio. Gordon Gekko è l’epitome statunitense del self made man, che ha fatto la scalata partendo da una situazione non comoda, sia economicamente che socialmente, è il tipico squalo larger than life che cita Sun-Tzu, che è mecenate di arte e che vive una vita basata sul successo e sulla realizzazione personale a discapito della moralità e delle convenzioni sociali. Un personaggio che si incastra alla perfezione in un’epoca dominata dall’edonismo reaganiano, che il regista Oliver Stone mette in scena con grande ironia e capacità tecnica eccelsa. Il film è un vero e proprio cult movie, ma quello che più rimane è il personaggio di Michael Douglas che non a caso valse l’oscar e una valanga di altri premi internazionali all’attore.

Un vera e propria icona della cinematografia contemporanea, e per gli amanti del mondo della finanza è un guru della speculazione mobiliare-immobiliare, al punto che la prestigiosa rivista statunitense Forbes ha dedicato una pagina a questo illustre, seppur fittizio, personaggio (ispirato probabilmente a Carl Icahn). Nella versione italiana è stato doppiato con grande efficacia da Giancarlo Giannini.

Michael Douglas riproporrà in parte alcune caratteristiche di Gordon Gekko nell’interpretazione del magnate della finanza Steven Taylor nel film “Delitto perfetto” e di Nicholas Van Orton in “The Game – Nessuna regola” di David Fincher, oltre che nel sequel Wall Street Money Never Sleep del 2010, sempre diretto da Oliver Stone.

Il discorso sull’avidità di Gordon Gekko non è un’invenzione degli sceneggiatori, ma trae ispirazione da un reale discorso fatto dal finanziere Henry Kravis. Svariate sono le citazioni in altre opere come film e telefilm, meritano sicuramente una citazione quella de La 25esima ora di Spike Lee, e di The Wolf Of Wall Street di Martin Scorsese.

In molti ritengono che il personaggio di Gekko sia liberamente ispirato all’arbitraggista Ivan Boesky, che tenne un discorso a Berkeley nel 1986, che aveva come argomento principale “l’avidità”, ma ci sono altri dati che indicano invece Carl Icahn come fonte principale a cui gli sceneggiatori Oliver Stone e Stanley Weiser hanno attinto per la scrittura del personaggio.

Nella cultura pop e nell’immaginario collettivo il personaggio di Gordon Gekko resterà sempre legato al concetto di insider trading e di speculazioni immobiliari che fecero la sua fortuna. E’ un personaggio così popolare e simbolico che persino alcuni capi di stato e ministri dell’economia lo citano come esempio, celebre il discorso del Primo Ministro australiano Kevin Rudd che nel ottobre 2008 per spiegare le motivazione della crisi economico diede la colpa ai “figli di Gordon Gekko”, dicendo:“Forse ora è arrivato il momento di ammettere che non abbiamo imparato tutta la lezione dell’ideologia dell’avidità è buona. E oggi stiamo ancora ripulendo il disastro lasciatoci dai figli di Gordon Gekko del XXI secolo scorso fatto dal finanziere Henry Kravis.”

Quando nel 1993 fu scoperta una nuova specie di geco a Lombok, Indonesia da M. Chandi fu chiamata in suo onore gordongeco.

 

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