FILM

Tyler Rake (Extraction)

Un volto mediamente buono, ma non completo, ovvero quello della trama. D’altro canto, un volto ottimo, quello dell’occhio che vuole sempre la sua parte.

Partiamo dal mediamente buono, che non è del tutto un complimento, o almeno non in questo caso. “Tyler Rake” (“Extraction” in lingua originale) poteva essere molto di più, ma ha deciso di accontentarsi, fregiandosi di tutti quei clichè che tengono in piedi l’action movie fin dalla notte dei tempi: un ostaggio da salvare, un piano di fuga che va all’aria, la necessità di aprirsi una nuova via d’uscita a suon di proiettili e arti marziali. Una ricetta sicura, in poche parole. La sceneggiatura è davvero scarna, i dialoghi sono ridotti all’osso, e a perderne molto è la caratterizzazione dei personaggi, che in questo caso avrebbe fatto la differenza, e non di poco. Non sapendo nulla dei suoi trascorsi, è difficile entrare davvero in empatia con Tyler Rake. Il risultato è piuttosto ovvio: le azioni del mercenario, non conoscendone per bene le origini e le motivazioni che lo mandano avanti nel proprio lavoro, vengono percepite come insipide, quasi fossero soltanto al servizio della spettacolarità del film. Chris Hemsworth è OK, ha sicuramente il fisico e l’aspetto giusti per il ruolo. Dal canto suo, nelle rare scene in cui il suo personaggio mostra il lato emotivo, fa il suo lavoro più che bene.

A essere invece straordinario è tutto il comparto visivo. La fotografia è molto bella e piacevole, degna di qualsiasi grande titolo dal sapore militaresco, violento e guerrigliero. Le scene di combattimento sono il fiore all’occhiello. Le coreografie sono state curate nei minimi dettagli, regalando un aspetto scenografico pazzesco al film. Da menzionare un piano sequenza di 15\20 minuti, o presunto tale. Si tratta in realtà di montaggio fantasma, la stessa tecnica usata in “1917”, utile a far apparire il film come se fosse il derivato di un unico, lunghissimo take. In “Tyler Rake” la sequenza non è altrettanto lunga, ma regala momenti ad alta intensità e inseguimenti mozzafiato con combattimenti annessi. Una bellissima trovata registica. A dire il vero, fino a quel momento ero davvero poco convinto, ma la lunga sequenza è stata la vera chiave di volta.

Nel completto, credo che “Tyler Rake” sia un buonissimo action movie da gustarsi senza troppo impegno, con la mente libera e con il desiderio di scene cruente e spettacolari. Non dimentichiamoci che ci sono i fratelli Russo dietro tutto questo. Allo stesso tempo, Joe Russo si aggiudica non soltanto i complimenti della casa, ma anche una bella tirata d’orecchie. Se avesse curato maggiormente la sceneggiatura e avesse dato più tridimensionalità ai personaggi, soprattutto al protagonista, molto probabilmente staremmo commentando un action movie di livello superiore.

Se fossimo a scuola, direi voto 7. Però siamo al cinema, anzi, sul divano, quindi dico una cosa sola: occhio ai sequel, per carità.

Tornando ai grandi nomi e cognomi che hanno lavorato alla pellicola, è decisamente difficile non fare una banale addizione notando la presenza di Chris Hemsworth e dei fratelli Russo, compagni di avventura in quello che è stato il colossal per eccellenza del decennio, vale a dire “Avengers”. Come tutti saprete, la squadra ha rotto le righe con il glorioso “Endgame”, capitolo conclusivo di un ciclo narrativo durato ben più di un decennio, caratterizzato da un intreccio pazzesco e da una volontà di far interagire tutti i personaggi, andando così a creare un vero e proprio universo cinematografico che ha cambiato le regole dello show business. Appeso il martello di Thor al chiodo, Hemsworth si è dedicato ad altri progetti, tra cui il sovracitato “Tyler Rake” e uno spin-off di “Men in Black” in coppia con Tessa Thompson, anche lei compagna di avventura del MCU. L’Australiano non è stato il solo a dare una svolta alla propria carriera: anche Chris Evans, al secolo Captain America, ha deciso di dedicarsi a qualcosa di leggermente più impegnato, ovvero “Red Sea Diving”, pellicola di spessore e dal sapore storico distribuita proprio da Netflix.

Chissà, magari faremo due chiacchiere in merito molto, molto presto…

 

Giuseppe Cassone

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Comments (2)

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