FILM

IL CIBO SECONDO QUENTIN TARANTINO

Quentin Tarantino ha fatto del cibo un protagonista dei suoi film. Sono tante le scene in cui il cibo è al centro del discorso, in un modo o nell’altro.
Non è casuale. Nella vita di tutti noi il cibo è importante. Il cibo è cultura, il cibo è conoscenza, il cibo è emozione. Soprattutto, il cibo è gerarchia: attraverso esso si costruiscono relazioni e rapporti, alla pari o di sottomissione e dominio.
In “Bastardi senza gloria” Quentin usa il cibo come forma di potere. O meglio, lo usa Hans Landa. L’incredibile personaggio disegnato da Quentin e interpretato da Christoph Waltz, usa il cibo per i suoi disegni.
E’ un cacciatore che gioca con la sua preda e ama metterla a suo agio, farle abbassare la guardia e poi colpirla. Per questo usa il cibo, uno strumento per entrare in contatto, creare un rapporto, una simpatia, una zona di comfort. Quando la vittima si sente tranquilla, la colpisce.
Succede nella celebre scena iniziale con monsieur Lapadite, ma io trovo ancor più memorabile la scena dello strudel.
Shoshanna interpreta la parte della proprietaria di cinema, timorosa di essere scoperta, ed è seduta a tavola. Alle sue spalle arriva Hans: Quentin non lo inquadra, vediamo in primo piano Shoshanna e alle sue spalle due corpi, sentiamo un dialogo e la telecamera indugia su Shoshanna che riconosce la voce…quella voce…ma deve stare calma, deve stare tranquilla…
Hans si siede. Stabilisce subito una gerarchia: ordina per tutti e due, uno strudel. Non è finita qui: prende un caffè e un latte per lei
Il latte, come Monsieur Lapadite….non è un caso, non può essere un caso. Hans Landa ha una intelligenza superiore, una capacità di avere informazioni senza limiti. E’ probabile che abbia già indagato e abbia già scoperto chi è davvero Shoshanna
Il latte è una trovata eccezionale: ordinandolo e ricollegandosi alla scena iniziale, fa intuire a Shoshanna e a noi che probabilmente lui sa. Non lo dice apertamente, però, ci lascia il dubbio. Quentin sa che accennare è più evocativo che dire, lasciare il dubbio dà più sapore a un film.
Quello che segue ci dimostrerà, però, che lui sa. Prima di tutto, la ferma mentre sta per mangiare dicendo che ha dimenticato la panna. In questo modo, prolunga la conversazione. C’è anche chi sostiene che la panna non fosse in regola, all’epoca, con le norme alimentari ebraiche, che fosse un trucco per far “scoprire” Shoshanna. Non conosco a sufficienza le regole del cibo ebraico per dirlo, mi limito a riportarvelo come spunto.
Di certo, prolunga il colloquio facendo capire che è lui ad avere il potere, a decidere tempistica e azioni. Quando arriva la panna, lei assaggia su invito di lui. Lei quasi non parla, risponde solo se interrogata, è timorosa.
Lui è sicuro e autorevole ma la mette a suo agio, trasmette tranquillità, sembra quasi piacente e amichevole. Lei piano piano sembra rilassarsi mentre lui riempie di zucchero il caffè e poi mangia con piacere lo strudel: è un uomo che ama i vizi e le gioie della vita, non è il nazista fanatico moralista classico. Anzi, ha sempre senso dell’umorismo ed è molto intelligente: per questo è ancora più conturbante, non è vittima della follia che lo rende carnefice, la sceglie lucidamente per interesse, come quando gioca con le sue vittime, quasi per divertirsi (a inizio film ha lasciato vivere Shoshanna, si diverte quasi a darle una chance sapendo che la rintraccerà, sicuro di se, tanto da salutarla con un au revoir)
A fine scena Hans però si rivela. Dopo aver offerto a Shoshanna delle sigarette, si fa serio e le dice che ha una domanda. Sembra, dalla sua posa, che tutto stia per crollare, che abbia capito e che stia per dirle “sei ebrea, vero?”.
Invece fa finta di essersi dimenticato. In realtà, lui sa tutto. Sa benissimo chi è, ha già deciso però che non la smaschererà perché è utile al piano che ha già in testa. Accenna alla domanda, però, per farle intuire che lui sa, un gioco di potere.
A questo punto spegne la sigaretta nello strudel: lo aveva elogiato più volte e invece lo avanza e lo tratta in questo modo. Era un espediente per guadagnare tempo, non una vera esigenza di golosità.
Potere, gerarchia, gioco: il cibo è lo strumento per dominare la propria vittima per Hans Landa, il nazista che più mi turba nella storia del cinema
Quentin sa fare del cibo uno strumento narrativo, questa scena grazie a un attore mostruoso come Christoph Waltz è un capolavoro: mangiare uno strudel per tratteggiare un intero rapporto di potere, la forza del cinema…

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